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MANUTENZIONE STRAORDINARIA SU APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO

Guida agli interventi sugli apparecchi di sollevamento: manutenzione straordinaria o modifica sostanziale?

Una delle sfide più delicate per responsabili della sicurezza, manutentori e verificatori è stabilire l'esatto confine tra un intervento di manutenzione straordinaria e una vera e propria "modifica sostanziale".

Grazie alla nuova pubblicazione INAIL, "Interventi di manutenzione straordinaria su apparecchi di sollevamento di tipo fisso", oggi abbiamo a disposizione criteri operativi definiti per orientare le nostre scelte di adeguamento e progettazione.

Il discrimine fondamentale: quando si parla di modifica sostanziale?

L'aspetto cruciale prima di ogni intervento è valutare se l'azione andrà ad alterare le condizioni e i parametri operativi originariamente previsti dal fabbricante. Secondo i principi richiamati anche dal Regolamento (UE) 2023/1230, si configura una modifica sostanziale quando l'intervento incide direttamente sulla sicurezza della macchina, creando un nuovo pericolo o aumentando un rischio esistente che non era stato contemplato nella valutazione iniziale.

Se ci troviamo in questa casistica (ad esempio, l'installazione di una nuova unità di sollevamento su un carroponte non predisposto o la motorizzazione di un asse originariamente manuale), l'attrezzatura modificata è legalmente considerata una "nuova" macchina. Questo fa scattare l'obbligo ineludibile di una nuova valutazione di conformità, la riapposizione della marcatura CE e l'emissione di una nuova Dichiarazione CE di conformità.

I requisiti per la manutenzione straordinaria

Se, al contrario, l'operazione mira a ripristinare, migliorare o sostituire componenti senza introdurre rischi supplementari o alterare le prestazioni oltre i limiti di progetto originali, possiamo operare in regime di manutenzione straordinaria.

In questa situazione, la validità dell'originaria dichiarazione di conformità del fabbricante non decade. Tuttavia, evitare la ri-marcatura CE non significa poter procedere con leggerezza. È essenziale garantire che l'intervento sia documentato e tracciabile in ogni suo aspetto.

La documentazione tecnica necessaria

Per dimostrare inequivocabilmente che l'intervento è qualificabile come manutenzione straordinaria e per tutelare tutte le figure aziendali coinvolte, la direttiva impone la produzione di una documentazione rigorosa. Laddove i lavori siano eseguiti da personale competente diverso dal fabbricante originario, il fascicolo dovrà comprendere:

  • Relazione tecnica: firmata da personale competente, deve contenere la descrizione dettagliata dell'intervento, le sue finalità e la verifica ingegneristica (spesso riguardante lo stato tensionale delle strutture) che confermi il non superamento dei limiti di sicurezza originari.

  • Rapporto di verifica e/o collaudo: un documento formale che attesta l'esecuzione e l'esito positivo dei test di funzionamento post-intervento.

  • Dichiarazione di corretta installazione: una certificazione del lavoro eseguito a regola d'arte, spesso redatta utilizzando modelli specifici.

  • Schemi e istruzioni: Ove applicabile, l'aggiornamento degli schemi (es. elettrici) e la conservazione della documentazione a corredo dei nuovi componenti di sicurezza installati.

  • Registro di controllo: L'annotazione obbligatoria dell'intervento all'interno del registro di manutenzione dell'attrezzatura, essenziale per la storicizzazione delle operazioni.

Troverete il documento INAIL in download in fondo all'articolo.

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